Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

Tetti verdi candidati a patrimonio dell' UNESCO

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Non solo in Norvegia, Scozia, Irlanda e sulle Isole Faroe. Non solo in Groenlandia, in Olanda e finanche nelle grandi pianure americane. Anche in Islanda i tetti verdi hanno la loro storia da raccontare e sono più belli che mai.

Accade infatti che qui, nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, prese piede nel 9° secolo la tradizione di ricoprire le case di un “tappeto” erboso, fatto allora soprattutto di torba (in inglese “turf” vuol dire proprio torba), introdotta dai coloni nordici, i primi dei quali furono i Vichinghi.

Un po’ come gli animali che per andare in letargo si scavano tane circondate da terra e radici, così quel tappeto erboso tradizionale ha la missione di rendere una casa accogliente durante le stagioni più rigide (un fatto non andato perduto dai nordeuropei e risalente almeno all'età del ferro).

A differenza degli altri Paesi, però, dove la pratica è stata utilizzata soprattutto per costruire abitazioni per le persone poco abbienti, le case dal tappeto erboso in Islanda sono diverse. Secondo il World Heritage List dell'UNESCO, la tecnica del tappeto erboso è unica perché utilizzata per tutte le classi economiche e per tutti i tipi di edifici (case, chiese, stalle...). E così, questa tradizione, “architettura vernacolare” tutta islandese, si è meritata la candidatura a diventare patrimonio dell’Unesco.

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