Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

Cosa rischiano le imprese con il patto marciano.

imprenditore

Con solo tre rate insolute l’imprenditore può subire l’esproprio del bene dato in pegno. Questo è ciò che prevede l’articolo 2 al comma 5 del Decreto legge sulle banche n.52 varato due giorni fa. Questo provvedimento mira a accelerare il recupero dei crediti da parte delle banche. Viene così introdotto il cosiddetto patto marciano.  Si tratta di un accordo con il quale il debitore, a garanzia della soddisfazione di un proprio debito, mette a disposizione un proprio bene, con l’intesa che, verificatosi l’inadempimento, detto bene passerà in proprietà del creditore.  Le parti, ovviamente, sono libere di apporre questa clausola. Ma, ciò che viene presentato come una nuova opportunità a tutela del creditore, rischia, però, di avere effetti vessatori e controproducenti.

Con il patto marciano, l’imprenditore può garantire un prestito con un immobile: se non paga tre rate anche non consecutive, dopo sei mesi la banca può farlo vendere. Questa clausola vale per i contratti futuri e per quelli vecchi se aggiunto con atto notarile.  Si può parlare di inadempimento inoltre quando il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza anche di una sola rata, se il rimborso è a rate superiori al mese.  Se il debitore non paga il creditore si rivolge al Tribunale e, decorsi sessanta giorni, può nominare un perito terzo per la valutazione dell’immobile.

 

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