Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

La ricetta degli agenti immobiliari per il patrimonio immobiliare del Comune di Milano

Venendo alla situazione attuale, è indubbio che il Comune dovrebbe fare una «ricognizione puntuale del patrimonio, per metterlo a reddito»: «Mi vengono in mente gli edifici di corso XXII marzo vuoti da anni. Qui le quotazioni variano tra i 500 e i 1000 euro/ mq annui o alcuni caselli daziari. È uno scandalo, e la colpa è l’immobilismo del Comune. La decisione sarà certamente difficile - continua Maggi - ma non fare nulla per non sbagliare è una scelta perdente. E da vent’anni a oggi quello che emerge è un forte immobilismo di Palazzo Marino».
Valorizzare gli immobili non vuol dire automaticamente praticare le quotazioni più alte del mercato: «Non bisogna trascurare il ruolo del pubblico - osserva il presidente di Fimaa - l’ente pubblico, a mio parere, dovrebbe applicare comunque affitti calmierati o comunque a un prezzo medio». Due le considerazioni da fare: prezzi troppo alti rischiano di portare alla “vacancy”, ovvero a lasciare le case sfitte per mesi, dall’altro incide il discorso dello stato di conservazione degli immobili. Sarebbe più conveniente per il Comune ristrutturarli in proprio o farlo fare agli inquilini? Palazzo Marino dovrebbe censire gli appartamenti anche in base allo stato di conservazione e chiedere affitti proporzionati: a chi paga la ristrutturazione verrà scalato il prezzo dell’affitto, finché non sarà rientrato, ma non per tutto il periodo. Il Comune si dovrebbe comportare come le grandi società immobiliari che comprano palazzi da mettere a reddito. É necessario però stilare delle linee guida, fare un accordo quadro interno per regolamentare una volta per tutte gli affitti di appartamenti e negozi, guadagnandoci come fanno i privati».

Leggi l’articolo su ilgiornale.it

Torna alla home

Condividi post

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post