Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

Il tesoretto immobiliare degli ex AN.

Settanta milioni in cassa e 70 immobili del valore di 3-400 milioni di euro. È questo il patrimonio dell'ex Alleanza nazionale che potrebbe essere ben presto conteso dagli eredi del partito ormai irrimediabilmente destinati a due storie politiche diverse: berlusconiani da una parte, finiani dall'altra. Per ora nessuno ha voglia di aprire il contenzioso patrimoniale ma la politica costa e, prima o poi, il nodo della spartizione dell'eredità verrà al pettine.
Con grande lungimiranza Gianfranco Fini ha da sempre affidato la gestione del tesoretto di An a suoi fedelissimi.

Fiore all'occhiello del patrimonio di Alleanza nazionale è poi una lunga lista di immobili, tutte sedi delle ex federazioni, al momento di proprietà di tre società immobiliari – Italimmobili srl, Immobiliare Nuova Mancini srl e Isva – guidate da Donato Lamorte che ne è l'amministratore unico.

Società destinate a scomparire entro la fine del 2011, quando dovrebbe nascere la Fondazione "Alleanza nazionale" appositamente pensata (sulla falsariga del modello dei Ds) per blindare un "tesoro" di appartamenti il cui elenco e il cui reale valore Lamorte e Pontone non hanno mai voluto svelare.

C'è chi dice che valgano almeno 300-400 milioni ma i due amministratori sostengono che una seria valutazione non sia ancora stata fatta. Si tratta di molti immobili di pregio, tra cui il palazzo di Via della Scrofa, ex sede nazionale del partito, la storica sede milanese di Via Mancini e molti altri palazzi, uno in quasi tutti i capoluoghi di provincia, specie al nord.

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