Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

Milano 400 negozi chiusi in un anno.

Partiamo dalle premesse. A Milano la crisi del commercio: avrebbe fatto sparire 400 negozi in un anno. Secondo alcuni osservatori la responsabilità di questa situazione è della crisi, ma anche dei proprietari dei negozi che “strozzano” i loro inquilini con affitti che non tengono conto della situazione attuale del mercato.
A fare il punto della situazione ci prova Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia. «I fattori che incidono sulla misura dei canoni richiesti in sede di negoziazione per il rinnovo o la nuova locazione - osserva Colombo Clerici sono - :
- la durata del rapporto contrattuale di 12 anni che impedisce l'aderenza del canone all'andamento dei cicli economici.
- l'indennità per avviamento commerciale nella misura di 18 mensilità del canone vigente, cioè del 25 % dei canoni percepiti negli ultimi 6 anni; indennità dovuta dal locatore in caso di mancato rinnovo.
Questa indennità, così elevata, tende a "scaricarsi", come costo sopportato dai proprietari, sui canoni contrattuali.
Non va trascurato il fatto che, in caso di subentro ad un precedente esercente, il commerciante paga a quest'ultimo delle buonuscite assai elevate, che, se spalmate in un arco di tempo, costituiscono un vero doppione dell'affitto».
Non si «può immaginare una normativa legata a cicli economici con regole diverse ed opposte a seconda dell'andamento dell'economia - spiega Colombo Clerici -. Occorrerebbe dunque maggiore flessibilità prevedendo o una durata inferiore dei contratti; o la facoltà di modificazione - aggiornamento dei canoni ad esempio ogni 3-4 anni. E d'altra parte, l'introduzione della cedolare secca sugli affitti anche commerciali, producendo un alleggerimento dell'onere fiscale a carico della proprietà, avrebbe senz'altro una portata incentivante la locazione a canoni più contenuti».

Articolo visto su Newspages.it

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