Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

Il nucleare per abbattere la CO2.

L’energia nucleare è fondamentale per la riduzione della CO2. Ed è importante dal punto di vista ambientale perché non produce l’inquinamento causato invece dalle fonti fossili’’. Interessante che il nuclearista di turno sia uno storico ambientalista, Patrick Moore, che così si è espresso a Roma in occasione dell’incontro con Chicco Testa, autore del libro “Tornare al nucleare”. Moore, con Robert Hunter e altri, nel 1971 fece parte del gruppo che fondò Greenpeace. In seguito è uscito dall’associazione dell’arcobaleno per divergenze di vedute.
“Il nucleare è l’unica energia che può sostituire la produzione derivante da combustibili fossili su scala mondiale - ha approfondito Moore - mentre l’eolico e il solare sono troppo costose”. Dopo aver tracciato il quadro della situazione energetica media a livello mondo (l’85% di tutte le energie viene da fonti fossili, il 7% dal nucleare e il 7% dall’idroelettrico, tutte le altre insieme fanno l’1%), l’ex Greenpeace ha detto di credere in particolare nello sviluppo delle biomasse e del geotermico.
A ogni uscita pubblica dell’ingombrante ex, Greenpeace torna a precisare il legame con l’organizzazione. “Moore non è il fondatore di Greenpeace, come spesso viene scritto - sottolinea l’associazione in un comunicato.  Ha fatto sì parte del gruppo di persone che, negli anni Settanta, hanno costruito l’organizzazione ma se ne è poi allontanato nel 1985 a causa di gravi dissensi”. “Da allora - riprende la nota - Patrick Moore ha sostenuto molte tesi diverse. E da molti anni viene finanziato dalle industrie del legname e del nucleare”.
Nel merito specifico del nucleare tocca a Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, puntualizzare: “Vari rapporti sono disponibili sull’argomento energia e clima - spiega Onufrio - e dicono che, pur raddoppiando il numero di reattori oggi esistenti, il taglio delle emissioni di CO2 non sarebbe superiore al 5% e occorrerebbe inaugurare un nuovo reattore ogni due settimane da qui al 2030. E tutto questo a discapito delle vere soluzioni per il clima: fonti rinnovabili ed efficienza energetica”.

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